Lettera a Pinocchio
Pinocchio! Burattino birichino,
ricordo ancora bene il tuo destino.
Ricordo la speranza di Geppetto
di ritrovare il figlio prediletto.
In fondo, le bugie che hai raccontato,
le volte che la scuola hai marinato,
erano puramente marachelle
di un piccolo moccioso un pò ribelle.
Tu avevi solo voglia di giocare,
di non pensare, di bighellonare.
Non davi retta al grillo, tua coscienza,
che ti faceva perder la pazienza.
ll naso poi, cresceva a vista d’occhio
per ogni tua bugia. Caro Pinocchio,
è inutile sfuggire alla fatina
il cui splendido nome era “Turchina”.
Lei ti ha guidato, ti ha saputo amare,
tanto che infine, è morta di dolore.
Troppe bugie Pinocchio, troppo tutto:
sei stato proprio un grande farabutto.
Perfino Mangiafuoco ci è cascato
quando hai rischiato di finir bruciato.
In fondo eri di legno, che volevi?
Ma s’è commosso mentre tu parlavi.
Di gente poco seria ne hai incontrata
sul tuo cammino, e grazie alla tua fata
sei sempre stato molto fortunato
anche quando per gioco sei partito.
Salito sopra il carro dei somari,
ti sei accodato a tutti i bimbi ignari
di ciò che li attendeva in quel paese
dove avreste pagato a vostre spese.
Con una corda al collo, un calcio e via,
hai paventato per la tua agonia
ma ecco, che anche qui la tua stellina
s’è rivelata, oppure era Turchina?
Si, era sempre lei, la buona fata:
la mamma da noi tutti soggiogata.
Colei che ci sorveglia da lontano,
che tanto ci ama e tende la sua mano.
Vero il percorso è lungo, un pò si cresce
e non di certo cavalcando un pesce
come facesti tu, caro Pinocchio,
mago della bugia e del pastrocchio.
Senz’altro il tuo carissimo babbino
mai avrebbe pensato ad un bambino
quando ti ha modellato dal suo legno,
con grande maestria, con grande impegno.
Ed ora di noi tutti che sarà,
in questo mondo senza civiltà?
Pinocchio è molto amico dei bambini,
lo sarà ancor di tutti i burattini?
I burattini son combina guai
e in un pianeta di burattinai,
attenti dunque a non scherza col fuoco:
potremmo non trovare Mangiafuoco!


