Bambino Pinocchio – Cristina D’Avena

C’era una volta un falegname
che non avendo un figlio vicino
prese un bel tronco dal suo legname
per costruirsi un burattino

Tagliò quel legno con grande cura,
tutta una notte fino al mattino
e poi fu preso dalla paura
quando quel legno chiamò: Babbino!

La voce veniva dal tronco di pino
ormai trasformato in un burattino,
così che Geppetto, strizzandogli l’occhio,
chiamò il burattino bambino Pinocchio

Ormai tutto il mondo conosce la storia,
si legge, si ascolta e si impara a memoria,
ha ormai cento anni ma è sempre attuale,
evviva Pinocchio, bambino speciale…

Pi-no e dopo strizza l’occhio,
così che per intero tu leggerai Pinocchio,
Ge-p e aggiungi un cuore in petto,
ed ecco il nome vero del buon papà Geppetto,

Man-gia e accendi un grosso fuoco,
così dal fumo nero è nato Mangiafuoco,
Fa-ti e dopo aggiungi na,
ed ecco la Fatina, azzurra di bontà,

Pi-no da un burattino sciocco
è nato un bel bambino che chiamasi Pinocchio,
Vol-pe e il suo compagno matto,
dal pelo tutto a zero è il malandrino Gatto,

Gril-lo sapiente nella scienza,
col suo parlare sincero che scuote la coscienza,
Col-lo e dopo aggiungi di,
è l’inventor dei nomi che abbiam cantato qui

Col-lo e dopo aggiungi di,
è l’inventor dei nomi che abbiam cantato qui…
che abbiam cantato qui!

Il testo contenuto in questa pagina è di Proprietà dell’autore. Wikitesti.com è un un’enciclopedia musicale con lo scopo di far conoscere a quante più persone possibile il panorama musicale.

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