Interviste

Gli amici di Bright Lights mi hanno intervistato e (riporto qui, integralmente, quanto pubblicato) …

Gustati il video dell’intervista!

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PINOCCHIO NELLA RETE: INTERVISTA CON L’IDEATORE DEL PROGETTO RICHY RYBA

Richy Ryba (aka Riccardo Rivarola) è un insegnante delle scuole primarie che si è cimentato in un progetto ambizioso, quello di sperimentare le molteplici possibilità degli strumenti offerti da internet coinvolgendo i ragazzi su un tema unico ed originale: quello di Pinocchio.

Ci puoi parlare del progettoPinocchio nella rete”?
Pinocchio nella rete è un progetto dedicato alla memoria dei miei genitori. Lavoro alla scuola materna in un piccolo paese di 1500 abitanti, Guasticce, in provincia di Livorno e quest’estate è nata l’idea di fare un progetto su Pinocchio. Ho pensato di riformulare questa idea, informatizzandola, da quando tengo i corsi di aggiornamento per insegnanti e ho iniziato a lavorare con gli strumenti proposti dalla rete e per questo lavoro ho pensato di usare le connessioni che si possono avere nel loro utilizzo.

Chi ci ha partecipato?
Con Pinocchio ho pensato di fare una cosa in grande e a qualcuno ha dato fastidio perché non è mai stato realizzato prima. Ho cercato di coinvolgere molte persone e non solo orientandomi sulle scuole statali, ma coinvolgendo anche quelle private, diurne e serali. Ho contattato insegnanti in pensione e anche scuole straniere. La stessa trasmissibilità del software e dei servizi online sono una piattaforma che invita al gemellaggio, così ho preso contatto con scuole in Romania, Francia e Turchia. Nel progetto sono inseriti bambini e genitori coprendo tutto l’arco formativo, dalla scuola materna all’università. Poi abbiamo coinvolto gruppi culturali e artistici che hanno creato qualcosa di speciale, come il teatrino dell’Es di Vittorio Zanella, uno dei più grandi esperti italiani del teatro di marionette e burattini. Le partecipazioni sono molteplici, dalle pizzerie che si sono offerte di realizzare le pizze dedicate a Pinocchio, una piccola fabbrica di ferro che ha realizzato Pinocchio con delle saldature e un negozio di fiori che ha creato due o tre personaggi della storia realizzati con palloncini da fotografare e trasformare in video e cartoni animati attraverso un programma che si trova normalmente in internet. Con altre applicazioni si possono elaborare puzzle e cruciverba. Per esempio dei bambini in Romania hanno realizzato dei Pinocchio di marzapane e se li sono mangiati.

Che strumenti avete usato?
Documentare, interagire, interscambiare e collaborare sono le prime parole del progetto, coerenti con i mezzi di comunicazione e la condivisione di blog e podcast. Un modo cioè di interagire, tant’è che insieme a tutte queste cose esiste anche un blog di viaggio e diversi podcast, sia per le registrazioni audio e video, sia per offrire aiuto agli studenti. Utilizziamo anche gli strumenti di google documents, moderator e picasa e altri piccoli servizi per la registrazione dei video. Tra i tanti strumenti abbiamo anche sperimentato un wiki di scrittura collaborativa.
Sono diventato amico di Andrea Balestri, ma attraverso un altro amico artista ho potuto ottenere le carte da gioco Dal Negro dedicate a Pinocchio e aggiunte alla rete degli album di google-picasa.

Il progetto è ancora in itinere?
Il progetto è in continua evoluzione e si apre sempre a nuove idee, lo ultimeremo per giugno prossimo, ma potrebbe essere portato avanti negli anni, in Second Life. Daco Monday ha realizzato un’opera particolare che sarà la locandina della parte antologica che riverseremo qui. Il progetto nasce ed è parte di tutti e questo rafforza molto sia la validità che la volontà di partecipare. È stato più facile farlo conoscere all’estero che nella sua stessa scuola italiana.

Esiste un luogo fisico dove sono esposte le varie collaborazioni?
Una mostra dedicata ed interattiva sarà visionabile alla galleria Szczepanski e a Imparafacile, poi abbiamo un gruppo su facebook, twitter e all’interno della rete Anitel di cui sono socio.

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